XANADU 19

miércoles, 28 de marzo de 2012

Maestros del Comic

Cada tanto, voy a subir notas o reportajes que encuentro en la red y que me parecen de utilidad para los aficionados, profesionales y dilettantes del comic en general. Eso sí, la mayoría de los temas serán en italiano, pero a la derecha tienen un traductor que les puede resolver el lío. Hoy comienzo con un gran y maravilloso dibujante que me hizo soñar en mi niñez con las extraordinarias aventuras que había escrito y dibujado para Walt Disney, que iluso de mí, creía que lo hacía todo y tenía un ejército de dibujantes creando para su empresa. Yo veía la firma Disney en todas las historietas de Donald y demás personajes, y pensaba: "¡Qué genio, cómo dibuja, y cuántos estilos domina!"
Uno de esos dibujantes ignotos era Carl Bark, que por fin fue reconocido y logró su éxito en vida.


Rileggere Paperino Parte 1



Qualche tempo fa è stato pubblcato dalla Proglo Edizioni, un saggio di Thomas Andrae su Carl Barks: Carl Barks, il signore di Paperopoli. Zio Paperone e la critica della modernità.Un libro interessante, che si presenta come la biografia critica più importante mai realizzata sull’autore. Oggi grazie ai ragazzi della Proglo vi presentiamo (in tre parti) il primo capitolo di questo libro che ogni appassionato di fumetto dovrebbe avere nella propria biblioteca.

RILEGGERPAPERINO1

Prima dell’avvento della televisione, della musica rock e dei videogame, i fumetti erano il pilastro del divertimento per i bambini negli Stati Uniti. Il loro costo di soli dieci centesimi e le enormi tirature li resero un’esperienza quasi universale per i ragazzi cresciuti fra la Grande Depressione e gli anni del Baby Boom2. Stampati su carta di qualità infima e racchiusi da copertine patinate, i fumetti rappresentavano in pieno l’estetica a buon mercato dei prodotti culturali di massa, e non si supponeva che dovessero sopravvivere a letture ripetute. Il pensiero che fossero degni di essere conservati, o addirittura collezionati per il loro valore artistico o economico, sarebbe sembrato assurdo agli adulti che li buttavano via a migliaia durante le raccolte di carta per beneficenza e le pulizie di primavera. Eppure i bambini che li leggevano li conservavano e li collezionavano, trattandoli come tesori inestimabili che davano voce alle loro esperienze e ai loro desideri come nessun altro fenomeno culturale faceva.
A partire dagli anni Sessanta si è verificato un cambiamento di percezione. I fumetti, così come altri fenomeni effimeri della cultura popolare, sono diventati costosi oggetti da collezione in un mercato in rapida espansione basato sulla nostalgia. Ma in ogni caso i fumetti vengono apprezzati anche per ragioni che vanno oltre il valore sentimentale o economico. Oggi sono celebrati come opere d’arte, e un pubblico di appassionati ha beatificato un vero e proprio pantheon di artisti, ritenuti i più grandi autori di fumetti di tutti i tempi. Tra loro ha una posizione preminente Carl Barks, un ex sceneggiatore della Disney che è stato acclamato come il più importante narratore a fumetti della sua era.
All’epoca, pochi avrebbero compreso il significato della scritta “Barks’ Jiffy Chicken Dinner3” che si trova sul lato di una scatola nella copertina del numero del marzo 1947 di Walt Disney’s Comics and Stories. Né avrebbero potuto sapere che un barattolo con l’etichetta “Barks’ Dog Soup4”, presente nella credenza del protagonista in una storia di Paperino del 1946, citava il nome dell’autore. La politica dello Studio Disney e del suo licenziatario per i fumetti, la Western Publishing, prevedeva che i nomi degli autori rimanessero segreti. Questo per mantenere l’illusione che Walt Disney stesso fosse responsabile non solo dei cartoon che portavano il suo nome, ma anche della miriade di libri per bambini e di fumetti che portavano il marchio Disney. Il nome di Barks, quindi, non apparve mai nelle storie con protagonisti i paperi disneyani da lui realizzate nel periodo tra il 1942 e il 1966. Ma i ragazzi riconoscevano lo stile caratteristico di quello che chiamavano “il bravo disegnatore”, e si lamentavano prontamente quando veniva rimpiazzato da autori di minor talento.

Sfortunatamente, Barks non vide mai nessuno comprare uno dei fumetti da lui realizzati: «Mi capitava di andare nei drugstore o ovunque ci fosse un espositore di riviste, e se avevo un po’ di tempo libero gironzolavo, facendo finta di dare un’occhiata a Popular Mechanics 5 o a qualcos’altro, e guardavo i bambini che entravano… Speravo sempre di vederne uno comprare un numero di Walt Disney’s Comics and Stories o di Uncle Scrooge. Non accadde mai. Prendevano sempre Superman oppure un fumetto della Harvey6 o un numero di Oswald Rabbit7, ma nessuno di loro degnava mai neanche di uno sguardo gli Uncle Scrooge o i Donald Duck… Penso che sarebbe stata la più grande emozione della mia vita vedere un bambino pagare dieci centesimi per una copia di Uncle Scrooge»8.

Barks inventò un’intera famiglia di parenti di Paperino/Donald Duck, inclusi suo cugino, Gastone Paperone9, un dandy dai capelli ondulati che riusciva a vivere senza lavorare grazie alla sua incredibile fortuna; lo scienziato eccentrico, Archimede Pitagorico10; il miliardario spilorcio, Zio Paperone11, e i suoi nemici, la gang di ladri inetti della Banda Bassotti12; la maga italiana, Amelia13. I nipoti di Paperino e la sua fidanzata Paperina14, già presenti nei disegni animati, completavano il cast. In genere le storie di Barks erano di due tipi. Il primo era rappresentato da una serie di storie di Paperino di dieci pagine pubblicate mensilmente su Walt Disney’s Comics and Stories. Queste storie si svolgevano nella città immaginaria di Paperopoli15, che Barks aveva creato per il suo cast pennuto, e riguardavano soprattutto la vita di tutti i giorni di Paperino. Il secondo tipo di storie di Barks consisteva nelle avventure più lunghe per la serie di Paperino pubblicata su Four Color16 e su Uncle Scrooge, e che portava i paperi in ambientazioni esotiche, in cerca di tesori nascosti e civiltà perdute. Barks scrisse e disegnò più di cinquecento storie alla velocità di una storia ogni due settimane, un record di prolificità incredibile per uno sceneggiatore o un disegnatore.
Le narrazioni fantasiose di Barks resero gli appassionati desiderosi di sapere qualcosa di più riguardo al misterioso creatore delle storie dei paperi. Nel 1960 un fan di nome John Spicer usò uno stratagemma per dissipare la cortina di silenzio, e la Western Publishing per la prima volta rivelò il nome di Barks a un lettore. Quando Barks ricevette la prima lettera da parte di un fan era così poco abituato al riconoscimento del suo lavoro che da principio pensò che si trattasse di uno scherzo del suo amico Bob Harmon, un gag writer17 che scriveva perDennis the Menace18 ed era noto per le sue burle. Solo dopo che Harmon ebbe negato ripetutamente di essere l’autore della lettera, e dopo averla «guardata con sospetto per parecchie settimane», Barks decise di rispondere vista la possibilità che potesse essere autentica. In seguito commentò: «La segreteria di redazione mi dice che ricevono molte lettere, ma negli ultimi diciassette anni ne ricordo solo tre… due delle quali erano stroncature che mi hanno causato il mal di testa per settimane»19. I critici hanno ipotizzato che la Western abbia lasciato Barks all’oscuro della reale quantità di lettere di appassionati che riceveva, per evitare che si montasse la testa e chiedesse maggior considerazione e un compenso più alto, mentre la maggior parte degli autori Western lavorava in modo anonimo sui vari personaggi su licenza che erano la base della casa editrice.
Ma da quando l’identità di Barks è stata svelata, la sua fama è cresciuta a dismisura. Il suo lavoro è stato ospitato in mostre nei musei, e TimeNewsweeke il New York Review of Books lo hanno riconosciuto come uno dei più grandi umoristi americani. Barks ha avuto anche un impatto notevole sulla cultura popolare statunitense. Decani del cinema fantastico come George Lucas e Steven Spielberg hanno citato le sue storie avventurose come fonte d’ispirazione per i film della saga di Indiana Jones. Duck Tales, serie televisiva animata che esordì negli anni Ottanta, aveva come protagonista una creatura di Barks, Zio Paperone, e presentava adattamenti di alcune delle sue storie più famose. Le opere di Barks vengono continuamente ristampate da parecchi anni negli Stati Uniti, e ciò contribuisce al riconoscimento del loro valore. Tuttavia, egli ha raggiunto una popolarità anche maggiore in Europa, dove le sue storie sono ristampate in albi settimanali che pubblicano le storie a fumetti di Paperino, e il nome di Barks è molto noto.
1 Per aumentare la scorrevolezza del testo agli occhi del lettore italiano, si è scelto di tradurre i nomi di tutti i personaggi usando il corrispettivo italiano classico; in nota vengono forniti i nomi originali. [NdT]
2 Col termine “Baby Boom” si indica il periodo successivo alla Seconda Guerra Mondiale (dal 1946 al 1964), durante il quale il numero delle nascite negli Stati Uniti ebbe un notevole incremento, passando da poco più di 250 mila all’anno a quasi 450 mila. [NdR]
3 “Cena istantanea a base di pollo Barks”. [NdT]
4 “Minestra per cani Barks”. [NdT]
5 Rivista americana dedicata alla scienza e alla tecnologia. [NdR]
6 Casa editrice statunitense fondata nel 1941. Tra i suoi personaggi più famosi si ricordano Casper e Richie Rich. [NdR]
7 Oswald the Lucky Rabbit è il coniglio antropomorfo creato nel 1927 da Walt Disney e Ub Iwerks come protagonista di alcuni dei loro primi cartoon. La sua complessa vicenda produttiva, che lo avrebbe visto passare presto nelle mani della concorrenza, farà del suo design il prototipo di quello usato per il successivo Mickey Mouse. [NdR]
8 Barks intervistato da Donald Ault e Thomas Andrae, 4 agosto 1975. Per una raccolta di interviste a Barks, vedi Donald Ault (a cura di), Carl Barks Conversations (University Press of Mississippi, Jackson 2003)
9 In originale “Gladstone Gander”. [NdT]
10 In originale “Gyro Gearloose”. [NdT]
11 In originale “Uncle Scrooge”. [NdT]
12 In originale “The Beagle Boys”. [NdT]
13 In originale “Magica de Spell”. [NdT]
14 In originale “Daisy Duck”. [NdT]
15 In originale “Duckburg”. [NdT]
16 Testata antologica pubblicata dall’editore Dell tra il 1939 e il 1962 e che presentava in ogni numero un differente personaggio. Paperino apparve in almeno 25 numeri di Four Color prima di ottenere una testata a suo nome.
17 Scrittore specializzato in battute o situazioni comiche. [NdT]
18 Striscia giornaliera a fumetti creata da Hank Ketcham nel 1951. [NdR]
19 Barks intervistato da R.O. Burnett, 13 dicembre 1960.

2 comentarios:

Anónimo dijo...

¡Gran idea gezziana, la de publicar artículos relativos a los "Masters"!
Respecto a Walt, quien escribe es culpable de haber mandado, a los 11 años, una airada carta a la revista "Mundial" (jóvenes, consultar a sus abuelos) por haberse atrevido a poner en un artículo que la debilidad de Disney en sus películas de animación era el dibujo de los seres humanos "realistas"... Les adjunté recortes (con mucho dolor recortados) de la historieta "Robin Hood" (adaptación de la película de 1952 de los estudios Disney, aquí estrenada como "Los arqueros del Rey"), como flagrante prueba de su idoineidad... Igual que vos, yo estaba convencido de que Walt era el autor de todos los dibujos que aparecían con su firma. ¡Inocencia infantil, y épocas más cándidas!...

gezzio dijo...

Ahora que los años me han acumulado experiencia y conocimientos, me he "desasnado" de que los grandes dibujantes de historietas que seguía y admiraba por sus dibujos "firmados", muchas veces eran realizados por otros y ellos solo ponían la firma...y cobraban. En todas las profesiones hay "farabutti e pigri"